Giuseppe Cornacchia.

 

Giuseppe Cornacchia, detto Pino, fratello minore di Giovanni nasce a Chieti
il 25-8-1964. Giuseppe Cornacchia è molto dinamico e dotato di fisico atletico si cimenta in molteplici attività sportive in Chieti, con buoni risultati: atletica, calcio, pallacanestro, pallavolo.
La scuola non lo coinvolge particolarmente portando avanti gli studi con l'impegno necessario a garantire la decenza dei risultati.
Giuseppe Cornacchia si diploma in telecomunicazioni nel 1983 quindi,ispirato da colloqui con suoi coetanei tenta l'accesso all'Accademia dell'Aeronautica Militare, ma nonostante abbia superato le selezioni più gravose non riesce nell'intento per un soffio.
Giuseppe si iscrive all'Università per un anno ma solo per maturare il nuovo tentativo che puntualmente lo vede riuscire ad entrare nell'ambitissima Accademia militare di Pozzuoli.
La carriera prevede un servizio militare la cui ferma nominale è di 15 anni.
L'ambiente rigoroso e gli insegnamenti teorico-pratici dell'ambiente militare forgiano la personalità e l'uomo conferendogli esperienza e convinzione.
Giuseppe Cornacchia consegue uno ad uno i vari brevetti di volo (vedasi articolo sulla carriera redatta da UNMS) e segue la carriera addestrativa che lo vede risiedere per 2 anni negli USA e per un anno nel Regno Unito.
Durante il corso Giuseppe si sposa e nascono due figli, Stefano e Simone.
Il Cornacchhia diviene pilota dei Tornado e viene destinato alla base NATO di Gioia del Colle (BA).
Anni di esercitazioni e missioni militari comprese quelle in Bosnia e Kosovo per le quali si distingue con merito: “ho la personale soddisfazione ulteriore di non essere stato impegnato in azioni verso persone (militari, ndr)!” raccontava nella sua grande umanità che aveva comunque mantenuto sotto la prestigiosa divisa da militare ultraspecializzato.
Giuseppe Cornacchia assiste, poi, congiuntamente a suoi colleghi al taglio delle spese militari da parte dei governi dell'epoca ed alla conseguente fuga verso l'aviazione civile di molti piloti militari e di tecnici.
Gli investimenti di molti miliardi di lire per la nascita di piloti “top gun” vengono vanificati da tale improvvisa nuova strategia nazionale.
Il pilota militare Giuseppe Cornacchia che nel frattempo aveva optato per il più concettuale ruolo di navigatore dei Tornado rimane fedele al proprio posto attendendo l'imminente termine del corso e della assidua attività operativa in volo.
Già si preparava per la successiva destinazione militare consistente nel comando di una base militare in Germania.
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    Le esercitazioni militari, però, si svolgevano con crescente difficoltà operativa per la cronica carenza di personale: per ragioni anche di turnazione del personale non si riusciva a far volare più di due aerei in formazione.
    La mattina del 20 agosto 1999 il Maggiore Giuseppe e la sua famiglia che risiedeva nella base sono pronti per andare al mare avendo lui giornata lavorativa libera.
    Ma una telefonata informa Giuseppe che un navigatore suo collega che avrebbe dovuto eseguire la missione quella mattina, nottetempo aveva avuto una colica ed era fuori combattimento.
    Necessitava la sua presenza come sostituto per l'espletamento dell'esercitazione militare di volo radente nel Mar di Sicilia di due Tornado.
    Poco male, l'impegno era abbastanza circoscritto e si sarebbe risolto in meno di due ore.
    Giuseppe Cornacchia avrebbe viaggiato con il pilota il Maggiore Marco Co di Manerbio (BS). Alle ore 10.40 l'incidente!
    Il personale dell'Aeronautica militare nell'immediatezza non può fornire dettagli sulla dinamica, si paventa un guasto tecnico.
    Le centinaia di testimoni sulla spiaggia di Siculiana forniscono comunque dichiarazioni contrastanti, addirittura di una esplosione in volo, poi smentita dai fatti.
    Parrebbe, invece, che uno dei due aerei durante una manovra in virata si sia avvicinato troppo all'acqua ed abbia toccato con un ala il mare.
    Si è trattato di una imprecisione del pilota o di un calo di potenza improvviso del mezzo?
    Quindi lo schianto con l'esplosione conseguente avvertita dai bagnanti (vedansi LINK cronache del 21-8-1999).
    Il velivolo picchiando ad elevatissima velocità il muro d'acqua si spezzava in punta proiettando, anche grazie all'esplosione del seggiolino di espulsione, il pilota, ma trattenendo Giuseppe che sprofondava con il rottame del velivolo negli abissi.
    Sia Giuseppe che il suo collega pilota morendo lasciavano soli le proprie mogli ed i rispettivi due figli in tenerissima età.
    Mentre il pilota viene ritrovato subito in mare nessuna traccia di Giuseppe.
    La speranza dei famigliari che si sia comunque salvato non tramonta fino all'ultimo.
    Pino verrà ritrovato ancora allacciato al seggiolino del velivolo ad oltre 200 metri di profondità dopo 18 giorni di infruttuosi tentativi di recupero risolti solo grazie all'intervento di un dragamine tedesco.
    “Top Gun sì, ma con l'equilibrio mentale di una persona normale e con un grande cuore”, lo ricordava il fratello Giovanni incalzato dai giornalisti nell'immediatezza della tragedia.
    Il conforto dei colleghi di Pino ai famigliari, particolarmente alla madre Rosaria Brunetti ed al fratello Giovanni, è sublime.
    Telefonate, visite a casa, trasporto aereo a Gioia del Colle e così continuando anche fino a 2 anni dopo l'evento.
    “E' successo in una frazione di secondo … non si sono accorti di niente” era l'indigeribile conforto che alcuni cari colleghi in lacrime fornivano ai famigliari; un'altro collega di Pino raccontava di quando l'anno prima aveva dovuto lanciarsi con il seggiolino automatico a causa di un guasto che aveva reso ingovernabile l'aereo sul quale stava facendo esercitazione; diceva che trovandosi in quota c'era stato il tempo di decidere e di salvarsi, invece con il volo radente … è un battito di ciglia.
    La parabola umana di Giuseppe cornacchia trova l'epilogo il 9-9-1999 con i funerali di Stato celebrati nella Cattedrale di Chieti alla presenza delle massime autorità locali, regionali e di rappresentanze di funzionari dello Stato e della politica nazionale.
    Di questi ultimi, ad onor del vero, appartenenti allo schieramento di Governo se ne videro veramente pochi; eppure Giuseppe si esercitava in un lavoro impegnativo e pericoloso per la sicurezza dello Stato, quindi di tutti gli italiani, quindi a salvaguardia anche della loro vita!

     

    Carriera Militare

     

    Il Tenente Colonnello Cornacchia Giuseppe é nato a Chieti il 25 agosto 1964. Si è diplomato Perito in Telecomunicazioni nel 1983 c/o I.T.I.S. Luigi di Savoia di Chieti.
    Il 9 settembre 1984 è arruolato c/o Accademia Aeronautica di Pozzuoli (NA) in qualità di pilota, nel Corso Regolare " Corso Drago IV".
    Ha conseguito il brevetto di "pilota d'aeroplano" sul velivolo SF260 c/o l'Aeroporto Militare di Latina. n 22 febbraio 1988 al termine degli studi accademici viene trasferito c/o l'Areoporto Militare di Lecce per l'addestramento di volo avanzato sul velivolo MB339.
    Transitato nel ruolo di navigatore/operatore di sistema, nel dicembre 1988 è stato inviato negli U.S.A. dove ha frequentato con successo il Corso Basico di Navigazione e di Navigazione Tattica in California c/o MAther A.F.B., ed il corso Weapon System Operator in New Mexico c/o Holloman A.F.B.
    Per proseguire l'addestramento alla navigazione viene inviato c/o L'Aeroporto di Lecce e di segiuito a Cottesmore in Gran Bretagna per la conversione operativa sul velivolo Tornado e qui prende il brevetto di Navigatore Militare il 16 ottobre 1990.
    Il 30 ottobre 1990 viene assegnato al 156° Gruppo Caccia Bombardieri Tornado c/o l'Aereostormo di Gioia del Colle.
    Ha partecipato a diverse esercitazioni operative quali: Red Flag (U.S.A.), Maple Flag (CANADA), JMC (SCOZIA), NATO AIR MEET (SPAGNA) ed esercitazioni nazionali e NATO.
    Ha partecipato ad operazioni reali per le quali ha ottenuto delle onoreficienze: Sharp Guard (crisi ex-Jugoslavia), Decisive Endeavour/Deliberate Guard (mantenimento pace in Bosnia) Alba- Neo/Alba (crisi in Albania) Deliberate Forge (mantenimento pace in Bosnia).
    Medaglia militare aeronautica di bronzo di Lunga Navigazione Aerea Medaglia NATO per servizio prestato nelle operazioni in ex-Jugoslavia Croce commmemorativa Nazionale per mantenimento della pace in Bosnia Croce per anzianità di servizio militare.
    Nei mesi di aprile/maggio 1999 ha partecipato alla guerra in Kosovo meritando un "Encomio Semplice" per la sua grande professionalità, perizia e coraggio.